venerdì 27 luglio 2007

Trilogia di New York

Questo libro è stata un’allucinazione. Dall’inizio alla fine. Come un sogno di quelli in cui sei sempre in ritardo e non trovi le chiavi, poi quando le hai trovate ti accorgi di avere solo una scarpa così devi tornare a prendere l’altra ma intanto il ritardo aumenta e non sarai mai più in grado di arrivare in tempo e non riesci ad aprire la porta perché si è incastrata la serratura e il tempo passa e correndo perdi la borsa e ci sono milioni di macchine che ti impediscono di passare così cambi strada ma qualcuno ti costringe a tenergli il passeggino per qualche minuto, la prego devo solo comprare il pane e tu accetti e passano due ore e ormai è impossibile arrivare dove dovevi arrivare ma continui a correre ti perdi e devi tornare indietro e quando ti guardi in una vetrina ti accorgi di essere nuda così entri nel primo portone per nasconderti e ti copri con una cosa che sembra un vecchio cappotto e corri e corri. Devi arrivare dove devi arrivare anche se sai di essere in ritardo di un quarto di secolo. E ti risvegli senza essere arrivata.

E il libro è così. Non fai che perderti in un marasma di fatti e persone che forse sono le stesse anche se risalgono a quarant’anni prima, che si somigliano pur non avendo nulla a che fare l’una con l’altra. O che sono così lontane che forse sono la stessa cosa.

Ma il vero marasma è la coscienza. In realtà l’allucinazione non riguarda il concatenarsi perfetto e incomprensibile dei fatti, ma le ossessioni, le paure, le profondità impenetrabili dell’anima.

Risultato: l’autoisolamento estremo e ossessivo, voluto, cercato come conseguenza di uno sfacelo fisico-spirituale che ormai è ai limiti della catastrofe, ai limiti della sanità mentale, ai limiti della perdita completa di se stessi in un debordante nulla.

A fine lettura ho passato più di un’ora cercando di far quadrare le date e i nomi, le coincidenze, i fatti e i dettagli, ma sentivo che non era questa la cosa importante. Forse lo scopo era proprio quello di vivere questo sogno per poi svegliarsi senza essere arrivati.

Titolo: Trilogia di New York
Autore: Paul Auster
Edizioni: Einaudi

1 commento:

emily forlini ha detto...

Brava Marty!!!!!!!!
bella recensione, invoglia alla lettura.
Allora in bocca al lupo per l'inizio dell'avventura e che sia il punto dipartenza per il nostro fantasmagorico progetto!!!!!!!!!
baci
emily